I medici disertano i concorsi: gli ospedali si stanno svuotando

E’ allarme carenza medici ospedalieri.

“Un bollettino di guerra”, secondo l’Anaao-Assomed. “All’ospedale di Camposanpiero (Pd), concorso per pediatri, 8 domande, 2 concorrenti, nessuno accetta; all’ospedale di Cantù: concorso per chirurghi, 9 domande, nessuno si presenta. A Rovigo è stato bandito un concorso per 9 medici di medicina interna e, i candidati idonei erano 14 ma alla fine solamente 8 hanno accettato l’incarico.

L’ospedale di Parma non era il solo ad essere impegnato in una caccia vana di medici per il pronto soccorso – ricorda il sindacato dei medici e dirigenti del Ssn – Ormai sembra chiaro che il lavoro in ospedale non è più appetibile per i medici, non rientra tra gli obiettivi primari di quei 70mila giovani che si contendono ogni anno l’accesso alla carriera”. I medici si fermeranno per uno sciopero il 9 e il 23 novembre  “per chiedere a Governo, Regioni e Parlamento – avverte l’Anaao – uno scatto di responsabilità che eviti il crack”.

Per Pierpaolo Sileri, presidente della Commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama, bisogna dire sì al dialogo tra chi amministra la sanità e chi vi lavora, no ai tagli calati dall’alto, che in molti casi hanno “allontanato eccellenze dalla nostra sanità pubblica” fino a provocare una “emorragia di medici”.

“La miscela costituita da turni ed orari senza limiti – prosegue la nota dell’Anaao – con retribuzioni ferme al 2010, la rarefazione delle progressioni di carriera, la burocrazia asfissiante nel trionfo della medicina di carta, lo svilimento di un ruolo che una volta era professionale ed oggi è ridotto a banale fattore di produzione, in coerenza con l’evoluzione neo fordista dell’organizzazione ospedaliera, ha ormai reso insopportabile questo lavoro. Senza contare la distonia di un aumento di responsabilità senza aumento di autonomia professionale, di una crescente gravosità e rischiosità senza valorizzazione economica”.

Leggi tutto l’articolo su DOTTNET