Bolzano, accessi impropri al pronto soccorso: da maggio sanzioni ai pazienti

BOLZANO – Scatteranno dal primo di maggio del prossimo anno anziché da gennaio le sanzioni a carico di chi fa un «uso improprio» del Pronto soccorso. Il che significa che coloro ai quali, in ospedale, viene assegnato il cosiddetto «codice bianco», quello cioè per i casi meno gravi che potrebbero (o meglio) dovrebbero essere gestiti dai medici di famiglia, dovranno pagare un’ammenda di 35 euro. Lo ha stabilito ieri la giunta provinciale, nell’intento di contribuire così ad abbattere le lunghe attese nell’ospedale del capoluogo. Critico Toni Serafini, segretario generale della Uil: «Il Pronto soccorso dovrebbe essere l’ultimo strumento al quale ricorrere dopo essere passati per medici di base e distretti sociosanitari – sostiene – Se il cittadino ci arriva significa che prima non ha trovato risposte adeguate. È inutile partire dal fondo, va rivisto il sistema sanitario intero».

 

La decisione dei vertici Usl

La decisione è stata presa ieri mattina dalla giunta provinciale, anche se le prime disposizioni in merito erano state approvate già in luglio. Tuttavia, spiega l’assessore alla sanità Martha Stocker, «la loro messa in pratica si è rivelata più complessa del previsto ed è stato necessario aggiornare il testo. Lo slittamento di cinque mesi è stato deciso per consentire all’Azienda sanitaria di predisporre un’apposita campagna informativa, di formare adeguatamente il proprio personale e di effettuare un controllo in merito all’efficacia delle prestazioni sanitarie erogate sul territorio». Al tempo stesso è stata ampliata (per la verità senza grosse sorprese) la lista delle esenzioni, che comprende ora anche i casi di accesso da parte di under 14 che non hanno un pediatra di base o nelle ore non coperte dalla reperibilità del medico di riferimento, oltre che ai casi di traumi che richiedono punti di sutura.

 

«Troppi accessi»

Il problema, per Serafini, «è atavico. Viviamo in una provincia con 7 ospedali e oltre 500 mila abitanti, a fronte di un bacino d’utenza di 200 mila persone solo per l’ospedale di Bolzano. La struttura e l’organico sono sottodimensionati rispetto alla domanda». Per il segretario del sindacato, insomma, il problema c’è «ed è strutturale. È giusto sanzionare chi fa un uso improprio del Pronto soccorso, ma prima bisogna garantire che i servizi sul territorio funzionino. Dovrebbero esserci studi di medici di base con orari di lavoro differenti, in modo da garantire una copertura 24 ore su 24 come avviene in altre realtà italiane come l’Emilia e la Lombardia. L’integrità psicofisica delle persone è la premessa per vivere bene e mi auguro che il primo tema affrontato dalla nuova giunta provinciale sia quello della sanità che, oltretutto, assorbe un quarto del bilancio provinciale. In essa investiamo molto, devono tornare indietro qualità ed efficienza nei servizi ai cittadini».

Corriere del Veneto